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CONSUMAZIONE DEL PASTO DOMESTICO A SCUOLA

 

Si informa che con la sentenza n. 20504 del 30 luglio 2019 resa a Sezioni Unite, la Corte di Cassazione si è definitivamente pronunciata sul diritto alla consumazione del pasto domestico a scuola enunciando il principio secondo cui "un diritto soggettivo perfetto e incondizionato all'autorefezione individuale nell'orario della mensa e nei locali scolastici non è configurabile e, quindi, non può costituire oggetto di accertamento da parte del giudice ordinario, in favore degli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado, i quali possono esercitare diritti procedimentali, al fine di influire sulle scelte riguardanti le modalità di gestione del servizio mensa, rimesse all'autonomia organizzativa delle istituzioni scolastiche, in attuazione del principio di buon andamento dell'amministrazione pubblica".

 

La Suprema Corte condanna, pertanto, la pratica di mangiare il proprio pasto portato da casa durante l'orario della mensa.

 

L’Amministrazione Comunale, titolare dei locali scolastici, tra cui quelli adibiti a mensa, nonché responsabile dell'erogazione e della gestione del servizio di refezione scolastica, nel condividere la posizione degli ermellini, ha inviato una recente nota in cui precisa come il servizio mensa rappresenti un valore sociale e di continuità didattica e consegua i seguenti obiettivi:

 

  1. Educativo (come educazione all'alimentazione il più possibile varia e corretta dal punto di vista nutrizionale, alla base della promozione della salute e dell'assunzione di corretti stili di vita);
  2. Pedagogico (grazie al coinvolgimento di tutti gli alunni);
  3. Sociale (per alcuni bambini il pasto consumato a scuola rimane l'unica fonte di alimentazione completa durante la giornata);
  4. Universale (erogando il servizio a tutti i bambini senza distinzione vengono vanificate le differenze sociali);
  5. Educativo (di inclusione e di uguaglianza attraverso la condivisione del medesimo spazio).

L’Amministrazione, alla luce della pronuncia giurisprudenziale, ribadisce la necessità, anche sotto il profilo della corretta redazione del documento unico di valutazione dei rischi da interferenza (DUVRI), che non vengano assunte iniziative volte ad ammettere la consumazione di cibi preparati da casa.

 

Pertanto, in ordine al divieto di consumare i cibi di preparazione domestica, si precisa che a partire da lunedì 10 marzo 2020 tutti gli alunni che si fermano a scuola per pranzo dovranno consumare il pasto confezionato dalla mensa.

Solo per le nuove adesioni al servizio mensa (in corso d’anno scolastico) gli interessati dovranno recarsi di persona presso l’Ufficio Scuola del Comune di Vittorio Veneto.

La prenotazione dei pasti è informatizzata e tutte le indicazioni per attivarla sono indicate nel sito del Comune di Vittorio Veneto.

Nel caso in cui un ragazzo/a sia allergico/a a determinati alimenti, il genitore deve avvisare il Comune e per conoscenza le insegnanti e consegnare un certificato medico che attesti il tipo di allergia.

Diete particolari per motivi etico - religiosi sono possibili, in tal caso è sufficiente presentare un’autocertificazione al Comune.

 

La frequenza alla mensa viene considerata permanente; qualsiasi cambiamento di adesione al servizio, di breve o lunga durata, va comunicato all’Ufficio Scuola del Comune di Vittorio Veneto e alla scuola di appartenenza.

 

 

Cordiali saluti.

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

 DOTT.SSA Loredana BUFFONI

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